Gli ammortizzatori in Germania. Il sostegno economico del Job Center

Martedì, 15 Luglio 2014

Prima di affrontare l’argomento principale, ovvero il sostegno economico erogato dal Job Center a chi è in cerca di un’occupazione lavorativa e le relative novità introdotte nel 2014, credo sia opportuno presentare innanzitutto una panoramica sugli ammortizzatori sociali in Germania, ovverosia sui cosiddetti Arbeitslosengeld I e II. Il primo, regolamentato dal Drittes Buch des Sozialgesetzbuches (Terzo Libro del Codice Sociale), disciplina l’assegnazione del sussidio di disoccupazione, ne definisce i requisiti necessari per presentare la domanda e individua i diritti e i doveri dei beneficiari.

Tale ammortizzatore, la cui introduzione in Germania risale al lontano 1910, quando aveva un nome e un’impostazione differenti, viene erogato di norma per un minimo di 6 mesi fino a un massimo di 24 mesi, in base alla sua età e a seconda di quanto tempo il beneficiario abbia lavorato e, di conseguenza, versato i contributi per la disoccupazione. L’ammontare del sussidio viene calcolato, fondamentalmente, partendo dallo stipendio lordo percepito dal beneficiario negli ultimi 12 mesi di attività lavorativa. Da considerare sono, inoltre, diversi fattori, quali ad esempio la presenza di persone a carico nel nucleo familiare e l’esigenza di un’alimentazione particolare. L’ente erogatore, facente capo al Bundesministerium für Arbeit und Soziales (il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali), è l’Agenzia federale per il Lavoro, a cui va presentata la domanda prima della scadenza del contratto di lavoro, consegnando la lettera di licenziamento o, in caso di un contratto a tempo determinato, inoltrando tutti i documenti necessari con largo anticipo. La registrazione all’Agenzia del Lavoro prevede l’assegnazione di un consulente, che affianca il disoccupato per il reinserimento nel mondo del lavoro.

Coloro i quali invece non sono in possesso dei suddetti requisiti, possono richiedere il sostegno del Job Center, ente anch’esso  riconducibile al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Questo sostegno non va però considerato come un vero e proprio sussidio, anzi si potrebbe affermare che sia complementare ad esso, nel senso che si propone di garantire i mezzi finanziari minimi a coloro i quali sono alla ricerca di un’occupazione lavorativa senza poter accedere all’ALG I. L’ALG II, conosciuto anche come Hartz IV, dal nome del politico Peter Harzt, che nel 2002, quando era a capo della commissione “Moderni servizi per il mercato del lavoro”, lo introdusse nel welfare tedesco, è regolamentato dal Secondo Libro del Codice Sociale. Questo ammortizzatore sociale perché rappresenta lo strumento più efficace per facilitare l’inserimento nel mondo del lavoro e nella società tedesca della nuova migrazione in Germania, sia perché ha caratterizzato in maniera consistente l’attività della UIM Berlino nel corso di questi sei mesi iniziali.

I requisiti minimi per presentare la domanda sono la registrazione anagrafica in un comune tedesco da almeno tre mesi, l’assenza di mezzi finanziari per mantenersi autonomamente, essere in un’età compresa tra i quindici e i sessantacinque anni e trovarsi nella condizione di poter svolgere un’attività lavorativa. Se solo consideriamo questi requisiti minimi, si può facilmente capire quanto questo strumento possa essere d’aiuto per un immigrato giunto in Germania alla ricerca di un lavoro senza essere in possesso di una base finanziaria di partenza e tantomeno di una formazione professionale specifica.
Vediamo ora come si definisce l’ammontare del sostegno erogato mensilmente dal Job Center per l’anno 2014. In primis, vanno considerati 391 euro mensili, quota fissa, per una persona singola, destinata al sostentamento per le spese quotidiane. La definizione di questo budget viene effettuata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in base alle seguenti considerazioni: 138,81 euro vengono erogati per l’alimentazione e le bevande analcoliche, 43,17 euro per il tempo libero, i divertimenti e la cultura, 34,53 per la trasmissione di informazioni, 32,84 euro per abbigliamento e scarpe, 32,68 euro per l’approvvigionamento di energia elettrica e la manutenzione di impianti, 29,64 euro per l’arredamento, l’acquisto di piccoli elettrodomestici e oggettistica, 28,62 euro per altre merci e servizi, 24,63 per i trasporti, 16,81 euro per la cura della salute, 7,74 euro per vitto e alloggio extra ordinari e, infine, 1,49 euro per ulteriore formazione.
A questi 391 euro va poi aggiunta la copertura delle spese per l’affitto e per il riscaldamento della propria abitazione. Tale cifra non è forfettaria, ma viene stabilita di volta in volta in base alle spese effettive. Va detto, inoltre, che nell’arco di tempo in cui il Job Center elargisce questo sostegno, si fa carico anche del premio mensile per l’assicurazione sanitaria che, ricordiamo, in Germania è obbligatoria, sollevando in tal modo il beneficiario dall’ulteriore spesa mensile di circa 150 euro. Vale la pena, inoltre, sottolineare che il Job Center copre anche i costi per i corsi di formazione linguistica e professionale, per i traslochi e quelli necessari per l’invio di candidature professionali.

Per i nuclei familiari composti da più persone il Ministero ha stabilito che l’ammontare mensile per il sostentamento è pari a 353 euro a persona più una cifra, che varia in base all’età, per ogni ulteriore componente del nucleo familiare. Ad esempio, se si prende in considerazione una famiglia composta da madre, padre (entrambi disoccupati) e due figli in età compresa tra 0 e 5 anni, il sostegno base sarà pari a 353 euro per la madre, 353 euro per il padre e 229 per ogni figlio, dunque complessivamente 1164 euro. In base ai parametri stabiliti dall’SGB II, il Secondo Libro del Codice Sociale, il Job center è tenuto a concedere il sostegno al disoccupato in cerca di lavoro per almeno 6 mesi, periodo estendibile nel tempo se si dimostra di essere attivamente alla ricerca di un lavoro.

Ritornando brevemente al sostegno mensile di base, è interessante notare che dal 1 gennaio 2014 è stato adeguato all’aumento del costo della vita, passando dai 382 euro del 2013 agli attuali 391. Allo stesso modo quelli relativi al nucleo familiare più ampio, subendo un ritocco del 2,3 percento circa.
Consideriamo ora alcune variabili che sono particolarmente interessanti per l’enorme flusso migratorio di connazionali che hanno scelto Berlino come punto d’arrivo del loro viaggio e punto di partenza della loro vita professionale. Oltre a quei giovani altamente qualificati e in possesso di competenze linguistiche e professionali, la capitale tedesca ha attratto, e continua tuttora a farlo registrando percentuali di crescita molto elevate, una moltitudine di connazionali privi di formazione professionale e competenze linguistiche. È in questi casi che il sostegno del Job Center risulta essere particolarmente efficace.

Proviamo, innanzitutto, ad immaginare come e quali potrebbero essere i primi passi di un migrante italiano privo di una specifica formazione.

All’arrivo in Germania, magari dopo aver semplicemente prenotato un posto letto in ostello, segue la ricerca di un alloggio e di un lavoro. Inevitabilmente sarà costretto nella migliore delle ipotesi a convivere con italiani e a lavorare full time nella cucina di un ristorante di un suo conterraneo, senza riuscire ad apprendere il tedesco e, di conseguenza, ad integrarsi.
Per capire perché e come il Job Center può facilitare l’inserimento nel mondo del lavoro e nella società tedesca, è opportuno a questo punto citare anche i cosiddetti Minijob, ovvero le occupazioni a contratto part-time con busta paga inferiore ai 450 euro mensili. Lo stipendio lordo equivale al netto e sia il datore di lavoro che il dipendente non sono tenuti a versare i contributi, se non in misura minima.

Cito, a questo punto, l’esempio emblematico di Giovanni Rossi, nome ovviamente fittizio di un giovane italiano che è arrivato a Berlino nel mese di giugno del 2013, dopo aver abbandonato l’ infruttuosa ricerca di lavoro in Italia, che fino a quel momento gli aveva procurato solo qualche lavoro occasionale in diversi bar e ristoranti. Dopo aver trascorso i primi mesi nella capitale tedesca a lavare i piatti nel ristorante di un connazionale, viene a conoscenza della nostra attività di “Primo arrivo”. In seguito alla consulenza ricevuta nel nostro ufficio riesce a trovare un altro lavoro, sempre in un ristorante italiano, ma con un contratto di Minijob con il quale presta servizio solo il fine settimana per 21 ore. A quel punto richiede un altro appuntamento alla UIM Berlino, compiliamo insieme i moduli di richiesta e presenta la domanda per il sostegno del Job center, che la accetta e si accolla anche il pagamento del corso di tedesco.
Dopo alcuni mesi riesce a trovare un’altra occupazione, in un call-center, dove svolge la sua attività in italiano e, talvolta, in tedesco. Con una buona dose di determinazione e grazie al nostro aiuto Giovanni sta riuscendo piano piano a individuare la sua strada a Berlino, inserendosi in un contesto diverso dal ristorante italiano.
Dall’esempio appena citato, colgo l’occasione per spiegare meglio un’altra funzione del Job center, ossia l’integrazione finanziaria che viene erogata quando il beneficiario effettua un’attività lavorativa con retribuzione ridotta. La Corte Suprema dell’Unione Europea ha stabilito che, per usufruirne, il richiedente debba svolgere un’attività lavorativa di almeno 5,5 ore settimanali, mentre il Tribunale Federale per le Politiche Sociali ha fissato la retribuzione minima a 100 euro mensili. Con tali requisiti si può ricevere l’integrazione finanziaria, già dal primo mese di residenza, che non è limitata a un determinato lasso di tempo. Ciò vuol dire che il beneficiario, nel nostro caso italiano, ha tempo a sufficienza per imparare il tedesco, grazie al corso pagato dal Job center, e formarsi professionalmente.
A tale integrazione può accedere anche chi dovesse decidere d’intraprendere un’attività autonoma che all’inizio non gli permetta di mantenersi in maniera indipendente.
C’è da dire, inoltre, che al fine di scoraggiare la disoccupazione permanente l’Agenzia del Lavoro ha introdotto già da tempo i cosiddetti 1 Euro Jobs, che prevedono l’impiego di disoccupati di vecchia data negli enti pubblici per la cura di parchi, la pulizia di strade e case di riposo. In tal modo, al sostegno di base va a sommarsi la retribuzione simbolica di circa 1 euro all’ora.
Un’ulteriore importante novità del 2014, che verrà sperimentata a partire dal 2015 nella città stato di Amburgo, è l’introduzione dei 0 Euro Jobs, che si differenziano dagli altri, in quanto viene eliminata la retribuzione per il servizio prestato, con l’intento di invogliare il disoccupato a cercare attivamente e concretamente un’occupazione.

In conclusione, per capire quanto sia importante il servizio offerto dalla UIM Berlino è interessante osservare i dati statistici pubblicati dall’Agenzia Federale per il Lavoro e consegnatici dall´Ambasciata d`Italia a Berlino: il numero degli italiani registrati come disoccupati in cerca di lavoro nel solo territorio di Berlino è pari a 3.303. Questo dato chiarisce in maniera eloquente quanto sia diventato imprescindibile il contributo assistenziale offerto dalla UIM Berlino per i numerosi connazionali presenti sul territorio, che, in numero sempre crescente nonostante la  “volutamente” scarsa pubblicizzazione del servizio offerto, considerano ormai la UIM Berlino e l´ITAL-UIL di Berlino dei punti di riferimento per la loro vita nella capitale tedesca.

di Vincenzo Manzo
UIM Berlino

 

 

 

 

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