STOP AL CAPITALE UMANO IN FUGA

Mercoledì, 21 Giugno 2017
  • Ancora una volta dalla cronaca delle tragedie che avvengono in qualche parte del mondo, in questo ultimo caso a Londra, apprendiamo che vi sono coinvolti giovani laureati italiani in fuga dal loro Paese. In alcuni casi per libera scelta ma spesso, troppo spesso, perché costretti dalla mancanza di opportunità lavorative in Italia; oppure per sfuggire a forme di vergognoso sfruttamento come nel caso, appunto, di Gloria e Marco - morti atrocemente nel rogo della Greenfell Tower - che, pur laureatisi con 110 e lode, in Italia si erano visti offrire un salario (sic) di 300 euro mensili!
    Ma questi sono solo i casi dei quali, purtroppo, i media si occupano nei momenti in cui i nostri giovani emigrati vengono coinvolti in qualche tragedia. Tuttavia nel mondo (dalla Spagna alla Francia, dalla Svizzera alla Germania, dal Belgio al Regno Unito, dagli Stati Uniti al Canada ed all’Australia, tanto per citare i Paesi maggiormente attrattivi) vi sono ormai – accanto a milioni di emigrati tradizionali italiani – centinaia di migliaia di cervelli in fuga. Giovani che se ne scappano dall’Italia per poter realizzare il loro sogno professionale o, comunque, alla ricerca di un impiego dignitoso affrontando incredibili disagi, come ci testimoniano gli operatori delle sedi estere del patronato ITAL UIL o i Circoli dell’Unione degli Italiani nel Mondo ai quali molti di questi giovani si rivolgono per ricevere informazioni ed una prima assistenza logistica.
    Ora - se è pur vero che questi nuovi flussi di emigrati hanno contribuito, negli ultimi anni, a far aumentare considerevolmente le rimesse dall’estero tanto da incidere, nel 2016, di mezzo punto sul PIL italiano - come ha ricordato recentemente Federico Fubini sul Corriere della Sera - non va dimenticato che questo capitale umano in fuga dal nostro Paese costa comunque moltissimo all’Italia se si pensa che, per ogni laureato, la spesa per il contribuente ammonta a circa 500.000 euro e senza dimenticare il danno affettivo che crea nelle famiglie. Morale, per la crescita dell’Italia è quindi indispensabile, da un lato, creare i presupposti affinché ci sia un aumento del numero dei laureati, visto che nella classifica dell’UE l’Italia risulta al penultimo posto, e, dall’altro, si trovi poi il modo di impiegarli offrendo a questi cervelli - per non perderli - non più una via di fuga per l’estero bensì delle serie opportunità nel Belpaese che ne avrebbe tutto da guadagnare.
  • Il Presidente UIM
    Mario Castellengo

 

Obiettivi

La UIM è una delle organizzazioni a livello mondiale che, agendo a fianco del sindacato Uil, del patronato Ital e dei Consolati, opera attivamente a favore della rivendicazione dei diritti fondamentali per gli italiani all'estero. La sua missione sociale si identifica nel diritto di voto, nella concessione della cittadinanza, nel diritto all'assistenza
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Informazione

I nostri connazionali chiedono una precisa e puntuale informazione sulle vicende italiane e sulle questioni che interessano loro in qualità di migranti.
La UIM, molto attenta a questo bisogno di informazione, mette a disposizione dei propri utenti, in particolar modo dei giovani, una serie di strumenti utili a fornire unamaggiore consapevolezza dei propri diritti, ma anche un'adeguata conoscenza dei servizi a loro disposizione.[continua...]

Assistenza

Gli italiani che risiedono all' estero spesso devono affrontare una serie di difficoltà burocratiche legate sia al Paese di residenza che all'Italia.
Per favorire l'integrazione e sfruttare a pieno le opportunità di crescita offerte dalla permanenza all'estero il primo passo da fare è garantire l'inserimento sociale, rimuovendo ogni tipo di ostacolo sia dal punto di vista informativo che dell'orientamento. [continua...]

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