LA
FIAMMA (AUSTRALIA) / LE PENSIONI E I DIRITTI VIOLATI - DI PIETRO SCHIRRU
"Da questa settimana questa colonna apparirà oltre che sulle
colonne de La Fiamma anche su quelle de Il Globo, raggiungendo così
tutto il territorio australiano. Che devo dire? Sono contento, anche perché
di tanto in tanto la mia controparte politica, il "Mi Consenta"
di Pallotta rimette in campo quanto scritto da me, senza che i lettori
de Il Globo che copre, come si sa, l'area australiana che da Melbourne
tocca Adelaide e Perth, riescano a sapere da dove nasce l'eventuale polemica.
Ma non sono contento solo per questa favorevole innovazione.
Sono contento perché posso affrontare, senza limitazioni territoriali,
un problema che riguarda migliaia di pensionati italiani che, nell'ultimo
mese (novembre) si sono visti decurtare drasticamente le loro pensioni
in un modo arrogante, arbitrario e prepotente senza nessuna spiegazione
plausibile che non sia quella dell'ingiusto taglio delle pensioni".
Anche Pietro Schirru sulla sua rubrica "Italiani, brava gente",
pubblicata su La fiamma, commenta quanto accaduto alle pensioni degli
italiani all’estero nel mese di novembre.
"E allora vediamo che cosa è successo, aiutati per questo
da una nota diffusa via internet dall'On. Marco Fedi, il quale premette
di fare il punto sulle questioni che riguardano la no tax area e le pensioni
(vedi AISE del 13 novembre h.14.52). Che ci dice l'On. Marco Fedi? Inizia
con l'assicurare i pensionati che l'INPS a partire da dicembre rimborserà
l'IRPEF che è stata trattenuta. Badate bene alla casuale della
trattenuta. L'On. Marco Fedi afferma che si tratta di una trattenuta IRPEF
(Imposta sul Redito delle Persone Fisiche) che, tanto per chiarire significa
redditi da lavoro o equipollenti come le pensioni. Niente altro. Ne più
o meno.
La storia di questo incidente di percorso ce lo ricorda nella sua nota
l'On. Marco Fedi, che riporta testualmente: "Dopo l'approvazione,
senza emendamenti del Decreto Bersani, era stata eliminata la no tax area".
Tutto questo, lo ricordo io, avvenne nello scorso agosto e nessuno dei
parlamentari eletti all'estero si sono opposti a quella decisione (lo
ha detto Marco Fedi quando riporta nella sua nota quel "senza emendamenti"
che fa riflettere sulla funzione dei nostri diciotto parlamentari eletti
da noi all'estero. Roba dell'altro mondo. Che facevano? Dormivano? o,
come scriveva Giusti, tanti anni fa "erano in tutt'altra faccende
impegnati"?) Comunque, l'INPS senza neanche pensarci un attimo inserisce
nel computer le paurose, incredibili detrazioni soprattutto a carico dei
pochi fortunati (così si credevano) perché titolari di pensioni
autonome grazie a contribuzioni superiori ai quindici anni previsti dalla
normativa previdenziale italiana.
Ma i nostri parlamentari alla fine si sono mossi e hanno presentato un
ordine del giorno per impegnare il governo a trovare una soluzione (squisito
eufemismo che non significa un cavillo), con il quale hanno chiesto al
governo a ripristinare la no tax area per il 2006. Felicemente, ci dice
Marco Fedi, è tutto avvenuto puntualmente e a dicembre tutto il
"maltolto", deve essere rimborsato dall'INPS.
Allora, siamo a posto. Ma neanche per sogno! Come ci illustra Marco Fedi
le detrazioni fiscali restano aperte ad iniziare dal 2007. E la cosa comincia
veramente a rompere. Ma come si fa a parlare di trattenuta IRPEF quando
l'esenzione di questa tassa è regolata da una Convenzione bilaterale
tra Italia e Australia che detta una regola semplicissima: che le tasse
per i residenti in Australia si pagano in questo Paese e non in Italia.
Aggiungo che la Convenzione di Sicurezza Sociale tra Italia e Australia
è entrata in vigore nel settembre del 1988 e che per almeno tredici
anni per vedere applicata la Convenzione fiscale bastava compilare e controfirmare
un modulo (attachmenet), con il quale si dichiarava la eliggibilità
all'esenzione. Solo sei/sette anni fa occorreva aggiungere un nuovo Modello
(EP I/1) autenticato dalle autorità fiscali australiane. È
evidente che molti pensionati italiani non hanno fornito quella documentazione
perché allora non era richiesta e, quindi, era l'INPS che in assenza
di quella dichiarazione prima di applicare decurtazioni che non hanno
nessuna legittimità doveva obbligatoriamente richiedere il completamento
della documentazione. Ma, niente affatto. Diritti? Giustizia sociale?
Legittimità? Ma neanche per sogno. I pensionati italiani all’estero
sono lontani e non possono fare nulla, soprattutto quando ci troviamo
all'articolato "politichese" di Marco Fedi e alle eclatanti
dichiarazioni del Senatore Nino Randazzo che la scorsa settimana in un'intervista
trasmessa da Rete Italia ha esplicitamente dichiarato che i parlamentari
all'estero per il 99% devono interessarsi dei problemi degli italiani
in Italia.
A noi all'estero che li abbiamo eletti ci resta un 1% che nei cinque anni
di normale legislatura. Considerando i tre giorni alla settimana di impegno
parlamentare, ci spetta un centesimo dei tre giorni settimanali. Vogliamo
metterlo in cifre? Ecco il risultato: 365 giorni dell'anno diviso per
tre uguale 121 giorni dei quali 120,4 dedicati agli "affari"
italiani e lo 0,6% per tutti i problemi dei residenti all'estero. Verrebbe
voglia di dire, allora, meglio il Senatore Pallaro che farà anche
della demagogia ma per lo meno quando rompe le scatole al Senato lo fa
a nome e per conto di chi lo ha eletto nell'America Latina. Comunque,
tanto per chiarire, come uomo di sinistra mi fa paura l'idea del Partito
democratico perché proprio non mi va giù di sedermi accanto
(fatte le dovute proporzioni) con gli epigoni locali dei Rutelli e di
Mastella, tanto per fare due nomi. Meglio che cominci a pensare di sbarcare
veramente a sinistra, sempre che ve ne sia una ancora accessibile e svincolata
dai giochi ignobili del potere. Ah, dimenticavo. Sulla sua nota l'On.
Marco Fedi non dice che succederà dal 1° gennaio del 2007.
Resterà in vigore questa inesplicabile tassa? Ridurrà gli
assegni familiari? Si terrà conto di eventuali proprietà
immobiliari degli italo-australiani residenti all'estero? Boh, il politichese
non ci consente di capirci qualcosa. E allora? Aspettiamoci il peggio,
cari amici pensionati".
(aise, 13.11.06)
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