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OLIVIERO
TOSCANI, L’ARTISTA DELLA FOTOGRAFIA CI DESCRIVE LA SUA IMMAGINE
DELL’ITALIA Il
paesaggio italiano, quello dipinto da Leonardo, da Raffaele, da Giorgione,
viene ogni giorno violentato. Chiese in vetro-cemento con campanili che
sembrano rampe di lancio, tetti spioventi cambogiani, centri commerciali che
spazzano via antiche botteghe di generi alimentari e di artigiani, tetre
villette a schiera, cementificazioni galoppanti disegnate da geometri con
tessera di partito. Ambientalismo vuol dire costruire il necessario e bene. Se
gli ideali di un epoca dovessero essere giudicati per l’architettura e per
il rispetto del territorio, forse gli ultimi 60 anni rappresenterebbero il
punto più basso mai raggiunto dal nostro Paese. Come nel mondo, il così
detto “progresso” ha portato il degrado. La poca creatività e la misera
ricerca di bellezza sono rimaste dominio solamente degli stilisti della moda,
e così l’Italia crea una grande quantità di abiti, di borse e scarpe, roba
da Terzo mondo, che gli altri Paesi ci invidiano come una volta ci invidiavano
gli affreschi di Masaccio, Michelangelo e piazza dei Miracoli, il Palladio,
Bernini e Borromini. Oggi si viene in Italia per fare shopping (e sempre meno)
[..] (Sette,
13 luglio 2010) |