Il risorgimento di minoranza

Da un articolo di Eugenio Scalfari del 16 maggio 2010.

Il risorgimento fu concepito e attuato da un élite, minoritaria come tutte le élite. Era una minoranza molto composita nella quale convivevano sentimenti, ideali, interessi e una visione culturale che aveva radici antiche. Politicamente il Risorgimento come movimento d’indipendenza e di unità nazionale nacque nella testa di Giuseppe Mazzini. Cavour ci arrivò per pragmatismo. La sua prima idea era stata un regno padano da Torino a Venezia, sulle orme del suo predecessore Massimo D’Azeglio. Ma quando Garibaldi arrivò a Palermo con le sue Camice rosse, non esitò un momento a saltare in sella a quel movimento vincente e a piegarlo agli interessi della monarchia sabauda. Il Risorgimento fu opera di una minoranza e questa è la sua debolezza. Le masse cattoliche, contadine, operaie furono assenti ed escluse dalle istituzioni. È vero, fu uno Stato creato da una minoranza e nato con il forcipe d’una volontà minoritaria. Ma, non è mai esistito nella storia un nuovo potere che sia nato dalla consapevole volontà di vaste masse popolari. La creazione d’un potere nuovo è sempre stato il prodotto d’una minoranza, un risultato demiurgico che solo in un secondo momento ha evocato il popolo ed ha inserito gradualmente nelle istituzioni le masse popolari”.

(26 maggio 2010)


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