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LUOGHI COMUNI, ECCELLENZE NAZIONALI
Centocinquant’anni di unità d’Italia, e ci restano solo i luoghi comuni. Ma quei luoghi comuni, pensarci, sono eccellenze nazionali. Che si tratti di motorini, di buona cucina, di simpatici ragazzi riccioloni, di bella campagna e di belle città. Un’Italia bella e stimolante, da romanzo, da macchietta; e da filmone americano. Sono film in cui l’Italia è sempre assolata, amichevole, sexy e finta. Ma i pregi di base sono veri. Che si tratti della Vespa o della ribollita o dei riccioloni o delle città d’arte cioè quasi tutte, o dei paesaggi. Sono secoli che noi italiani – del nord, centro e sud – riscopriamo il nostro Paese attraverso gli occhi degli stranieri. La picconano in tanti, dai ministri leghisti ai giocatori della nazionale; e se viene giù la nazionale, povera patria. Invece, bisognerebbe lamentarsi meno degli stranieri (immigrati o turisti o registi). Invece bisognare sognare (sì, sognare, è l’unica, malmessi come siamo) con loro. E reinvestire – emotivamente e finanziariamente – sui nostri eccellenti luoghi comuni. Da conservare, rinnovare, reinventare.
(Corriere
della Sera 8 Giugno 2010) |