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LE CRITICHE FANNO BENE
Da
un articolo di Michele Brambilla su LA STAMPA intitolato “Quando è ora gli
italiani amano l’Italia”. “Noi
italiani siamo molto meno anti-italiani di quanto diciamo e anzi ostentiamo di
essere. Fa chic lamentare sempre che in Italia è tutto uno schifo, che nei
Paesi anglosassoni sì che c’è un senso dello Stato, che in Francia sì che
i trasporti pubblici funzionano, che negli Stati uniti sì che valorizzano i
talenti e io e i miei figli li mando all’estero e bla bla bla. Da qualche
anno c’è perfino una retorica terzomondista alimentata da chi, con i soldi
guadagnati in Italia, va in vacanza in Paesi miserabili (ma in hotel a cinque
stelle) e quando torna a casa
ammonisce: là sono tanto poveri ma hanno una dignità, mica come noi. Tutto
questo noi ossessivamente ripetiamo perché, tra i nostri tanti difetti, il
peggiore sta appunto nel dire che siamo pieni di difetti. Campioni dell’autodiffamazione,
ecco il nostro primato. << Siamo in Italia…>>> è la
conclusione sconsolata di tanti nostri discorsi, come per dire: qui non si può
concludere nulla di bono. Strano Paese, i cui ciascuno critica l’Italia e al
tempo stesso se ne dissocia, come se gli italiani fossero sempre gli altri. Eppure siamo molto meno peggio di quanto ci vogliamo dipingere. Tanto che, paradossalmente, perfino questo nostro continuo criticarci a volte diventa un pregio. Perché i veri difensori di una civiltà non sono i suoi goffi e retorici esaltatori, ma i suoi critici: a volte perfino i suoi detrattori e i suoi castigatori. Il mugugno di noi italiani è fastidioso e ingeneroso, ma serve pure a tenere desta l’attenzione per limitare i danni. In fondo il cinema italiano è diventato un cinema solo quando ha cominciato a smascherare le nostre miserie e le nostre viltà.
(24
maggio 2010) |