I SALERNITANI IN SVIZZERA: IL CASO AMIANTO

 

La UIM Campania ed il Patronato Ital in Svizzera avviano una campagna di informazione a tutela dei lavoratori campani emigrati in Svizzera che in passato possono essere stati esposti alle fibre di amianto e successivamente sono tornati in Italia.

Fino alle fine degli anni ottanta l’amianto è stato utilizzato in molti manufatti. In particolare i settori produttivi maggiormente coinvolti dal rischio di esposizione ad elevate concentrazioni di fibre di amianto erano i settori dove la maggior parte dei nostri lavoratori emigrati trovavano la loro prima occupazione, l’edilizia civile, la costruzione di strade e gallerie, la siderurgia.

All’inizio degli anni novanta l’amianto è stato proibito sia in Italia che in Svizzera perché si è accertato che la sua esposizione possa provocare gravi malattie, in particolari tumori maligni.

La Suva, l'assicuratore più grande in Svizzera nel campo dell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni, e l’INAIL hanno firmato insieme alle associazioni dei medici italiani un accordo per permettere ai lavoratori di sottoporsi alle necessarie visite mediche a spese della Suva.

Il primo appuntamento della campagna informativa si terrà a Salerno, provincia fortemente interessata dal fenomeno migratorio verso la Svizzera, lunedì 19 luglio alle ore 10.00 presso la sala riunioni “V. Giordano” della UIL di Salerno in via R. De Martino.

Al convegno interverranno Gerardo Pirone Segretario Generale UIL Salerno, Pasquale Scuotto, Vicepresidente UIM Campania, Mariano Franzin, Presidente dell’Ital-UIL Svizzera e l’Assessore alle Politiche Sociale del Comune di Salerno, Ermanno Guerra. 

 

Roma 16/07/2010


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