IL MOLISE LABORATORIO DI MIGRAZIONE

 

Un racconto documentato è il libro “Sto in Molise e sto tranquilla” per le edizioni Cosmo Iannone che l’autrice Giuliana Bagnoli ha presentato pochi giorni fa in una sala della Provincia di Roma. L’esperienza dei tratti salienti del libro che espone il fenomeno delle badanti in una regione di grande emigrazione è stato avvolto da un aria di serenità, dettata senz’altro dalle capacità espressive dell’autrice, ma anche dai numeri di tale immigrazione che possono essere studiati meglio perché fuori dal clamore e dalla paura composta dall’immagine corrente un po’ artefatta di un invasione di stranieri senza fine. Il Molise laboratorio di conoscenza innanzitutto che è propedeutico ad un Molise laboratorio di buon esperienze di integrazione che possono essere di esempio a tutta l’Italia. Basterebbe che il governo italiano lo volesse.

Interessante, come sempre l’intervento di Norberto Lombardi, direttore dei Quaderni sulle Migrazioni nella cui collana è stato pubblicato il libro della Bagnoli.

Oltre agli eccellenti spunti storici sulla emigrazione di cui è profondo conoscitore Lombardi ha ragionato anche intorno al concetto di identità nazionale che non è un totem immutabile ma che è continuamente arricchito dal rapporto con altre identità, facendo dell’emigrazione e dell’immigrazione una potente occasione di ridefinizione continua e progressiva del nostro essere italiani.

 

Alberto Sera, Presidente UIM

 

Roma 15/05/2010


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