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T A L I A N I T À N E
L M O N D O SCOVIAMO I GIOVANI ANCHE ATTRAVERSO LO SPORT
Anche
quest’anno, per la 24.ma volta, si è tenuta domenica scorsa a Berna, allo
stadio di atletica leggera, l’ormai tradizionale selezione elvetica per i
Giochi Sportivi Studenteschi organizzati dal Comitato Olimpico Nazionale
Italiano (CONI). Una iniziativa, unica nel suo genere in Svizzera, in cui sono
coinvolti centinaia e centinaia di giovani italiani, maschi e femmine, grazie
all’impegno del Delegato nazionale CONI per la Confederazione, il cav.
Adelmo Pizzoferrato, e dei suoi collaboratori ed alla determinante
collaborazione degli Uffici Scuola dei Consolati italiani, del personale
docente dei corsi di lingua e cultura, nonché dell’associazionismo italiano
e degli stessi Comites. Una iniziativa unica poiché permette di coinvolgere
tantissimi giovani di origine italiana, tra cui molti doppi cittadini,
provenienti da ogni angolo della
Confederazione (unitamente ad altre centinaia di persone, tra addetti ai
lavori e genitori) che, attraverso lo sport e la competizione hanno un motivo
in più per esprimere la loro italianità e conoscere l’associazionismo
italiano, i Comites, il Cgie, i parlamentari eletti nella Circoscrizione
Estero e le autorità diplomatico-consolari italiane. Una prima occasione, per
molti di loro, per avere un primo contatto con il “mondo” dell’italianità
in Svizzera e delle istituzioni che lo rappresentano e in cui, un giorno, è
auspicabile che molti di loro entrino anche per svolgervi un ruolo attivo
raccogliendo il testimone dei loro genitori o nonni. Tuttavia
la sopravvivenza di queste selezioni, che si tengono all’estero tra le
comunità italiane (in Svizzera nel nostro caso) per i Giochi Sportivi
Studenteschi organizzati dal CONI, è condizionata dalla (ovvia)
partecipazione di giovani di origine italiana. La quale, a sua volta, è
condizionata fortemente non solo dall’impegno che vi mettono
l’associazionismo ed i Comites ma soprattutto dal sistema organizzativo dei
Corsi di lingua e cultura e, quindi, dall’impegno che vi mettono localmente
nell’organizzazione dei Giochi, da un lato, i dirigenti dei vari Uffici
Scuola dei Consolati e, dall’altro, gli stessi insegnanti dei corsi. Un
impegno che, purtroppo, negli Uffici Scuola e nel corpo insegnante, si mormora
che spesso non sia sempre sufficientemente profuso e, quindi, se ciò fosse
vero, andrà in qualche modo sollecitato e recuperato per il futuro. Senza,
poi, dimenticare che il tutto è infine condizionato, ovviamente, dalla
sopravvivenza stessa dei Corsi di lingua e cultura che, coi tempi che corrono
(tagli nel loro finanziamento da parte del governo italiano), non è
certamente scontata. Prova ne abbiamo avuta proprio con il forte calo degli
allievi che vi è stato, per esempio in Svizzera, nel corrente anno scolastico
rispetto a quello precedente dopo il taglio della Legge Finanziaria 2009 al
capitolo di spesa 3153 del MAE (2008: Mio. 27.184.918; 2009:
Mio. 20.100.000; 2010: Mio.
16.500.000 previsti in bilancio) che ha creato un forte clima di incertezza
sia in coloro che gestiscono i corsi di lingua e cultura che tra le stesse
famiglie con bambini in età scolastica. Un motivo in più, pertanto, affinché
Associazionismo, Comites, Cgie, parlamentari eletti all’estero, tutti
insieme, si impegnino ancor di più nei confronti del governo italiano per
garantire il loro finanziamento e quindi la tenuta dei corsi: è in gioco la
difesa ed il futuro dell’italianità all’estero se perdiamo una delle
poche occasioni che abbiamo (la lingua, la cultura, lo sport) per attirare i
giovani di origine italiana al “nostro mondo” !
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