"I segni dell'emigrazione. L'Italia dall'emigrazione all'immigrazione. Documenti, ricerche, testimonianze, musiche e filmati", a cura di Tiziana Grassi e Catia Monacelli, con la collaborazione di Giovanna Chiarilli

 

L'EMIGRAZIONE ITALIANA PER LA PRIMA VOLTA IN UN'OPERA MULTIMEDIALE

LA PRESENTAZIONE IERI SERA AL CIRCOLO DEL MAE

Storie che sembrano lontane ma portano dentro un pezzo d'Italia. Storie di un mondo ancora troppo sconosciuto, ma che preserva con forza i nostri valori e l'identità nazionale. Gli emigrati italiani hanno rappresentato un fenomeno fortemente costitutivo del nostro paese tra Ottocento e Novecento. E le loro esperienze di vita sono una parte importante della storia italiana, che non può più essere trascurata. Per questo le testimonianze di questi uomini, sono state raccolte per la prima volta in un'opera multimediale: "I segni dell'emigrazione. L'Italia dall'emigrazione all'immigrazione. Documenti, ricerche, testimonianze, musiche e filmati", a cura di Tiziana Grassi e Catia Monacelli, con la collaborazione di Giovanna Chiarilli.

L'opera - presentata ieri al Circolo del Ministero degli Affari Esteri - racconta attraverso fotografie e documenti, un'altra Italia che vive, opera e produce, e che continua a mantenere nonostante le distanze, forti legami con il Paese di origine.

A coordinare la presentazione il caporedattore della Cronaca del Tg1 Filippo Gaudenzi, curatore della rubrica "Italia Italie" (che riprenderà dal 25 settembre all'interno del Tg1 delle 8), dedicata ai temi dell'integrazione. "In Italia occorre una seria politica di integrazione per riuscire a considerare chi sceglie di stare nel nostro paese, e che può diventare una ricchezza, per il nostro paese - afferma Gaudenzi a News ITALIA PRESS -. Proprio come è successo ai nostri connazionali che sono andati a vivere, per scelta o per necessità, negli altri paesi, dove sono diventati in alcuni casi la classe di dirigente, hanno contribuito a crearne la ricchezza, diventando protagonisti della vita economica".

Per il sottosegretario agli Affari Esteri Alfredo Mantica "la storia della nostra emigrazione è poco conosciuta, e dovrebbe cominciare a entrare nel linguaggio comune degli italiani".  

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In questo senso, assicura il sottosegretario, sono due gli impegni presi dal governo. "Il primo, quello di realizzare il Museo Nazionale dell'Emigrazione: un museo virtuale che collegherà in rete i tanti musei regionali che ci sono in Italia e all'estero dedicati all'emigrazione italiana. E poi c'è un altro appuntamento importante: a Roma - continua Mantica - faremo la prima assemblea mondiale dei giovani italiani nel mondo, ai quali chiederò cosa vuol dire, per loro, essere italiani oggi".

Intanto una cosa è certa: iniziative come questa contribuiscono senz'altro ad arricchire e diffondere il patrimonio culturale italiano. Per il direttore generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale al Mae Gherardo La Francesca "parlare di cultura senza il fenomeno dell'emigrazione sarebbe una trattazione monca". Soprattutto perché "l'Italia è una superpotenza della cultura" ricorda il direttore, citando il patrimonio immateriale nostrano: folklore, musica, tradizioni e gastronomia.

Il direttore di Rai International Piero Badaloni sottolinea come "a volte l'orgoglio dell'italianità è piu forte negli taliani all'estero che in quelli che vivono in Italia", come nel caso di "italiani residenti in altri paesi particolarmente insofferenti davanti a chi, dell'Italia, ha un'immagine negativa".

Presenti tra il pubblico, anche il vicepresidente della Commissione Esteri alla Camera Franco Narducci (Pd), e alcuni parlamentari della circoscrizione Estero.

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"Se non ci fossero stati i 18 parlamentari eletti all'estero, che in questi anni si sono dati da fare per rappresentare un po' gli italiani nel mondo, forse iniziative come questa non si sarebbero mai realizzate", dice Antonio Razzi (Idv) a News ITALIA PRESS.

Preoccupato invece il deputato Fabio Porta del Pd: "Quest'opera multimediale  - sostiene - rappresenta sicuramente un passo positivo per far conoscere un mondo che purtroppo è ancora incredibilmente sommerso e oscuro alla maggior parte degli italiani. Ma la politica - dice il deputato del Pd - non sta dimostrando di essere al passo con questo tipo di elaborazioni. Ad esempio sul museo dell'emigrazione, il finanziamento è quasi scomparso. Quando si fa l'inno alla memoria, e poi non si danno le risorse - conclude - vuol dire non avere poi quella memoria".

News Italia Press, 11/09/2008